BASILICA MINORE DI SAN GIULIANO

L’ORGANO A CANNE DELLA BASILICA MINORE DI SAN GIULIANO

“Francesco Zanin”, Opus 934/2001, 21/II
  inaugurato il 2 maggio 2001

 

 

PROSPETTO FONICO ORGANO “Francesco ZANIN”
Opus 934, 2001.II/21
ORGANO POSITIVO
note (DO1-SOL5)
GRAND’ORGANO
56 note (DO1-SOL5)
II manuale I manuale
1-Bordone 8’ 11- Principale 8’
2-Quintadena* 8’ 12- Ottava 4’
3-Flauto 4’ 12- Ottava 2’
4-Nazardo 3’(2’2/3’) 14- Ripieno (grave) 2 file
5-Principale 2’ 15- Ripieno (acuto) 2 file
6-Terza 1’ 3/5’ 16- Viola da gamba* 8’
7-Cembalo 2 file 17- Flauto 8’
8-Dulziana* 8’ 18- Flauto (a camino) 4’
  19- Tromba* 8’
PEDALE 30 note (DO1-FA3)
9- Subbasso 16' 20- Trombone 16’
10- Basso 8’ 21- Ottava 4’
UNIONI: II-I, II-Ped., I-Ped.  
Tremolo
Trasmissione integralmente meccanica
• registri predisposti in fase di realizzazione

 

L’organo a canne della Basilica Minore di San Giuliano, Patrono di Castrovillari (CS-ITALIA), su iniziativa del responsabile laico della storica chiesa Cav. Giuseppe Di Gaetani, è stato progettato in ogni sua parte dall’organista castrovillarese M° Alessandro Saraceni, ed è stato realizzato, come Opus n. 934, dal Cav. Francesco Zanin di Codròipo (UD), titolare della Fabbrica d’Organi più antica d’Italia, alla sesta generazione, ancora attiva ed operante a pieno regime in tutto il mondo, dall’Equador al Giappone.

Per la realizzazione dello strumento, oltre all’impegno del Comitato Pro Organo ed alle offerte dei fedeli, è stato fondamentale il contributo economico elargito generosamente dalle Amministrazioni Comunali della Città di Castrovillari che si sono succedute dal 1997 in poi.

PRESENTAZIONE DI FRANCESCO ZANIN

Il nuovo organo di San Giuliano è stato concepito per essere un importante punto di riferimento nel panorama organario calabrese, ricchissimo di pregevoli strumenti antichi, in parte restaurati ed utilizzati, ma molto meno dotato di specifici strumenti aderenti all’estetica Bachiana.

Esso non è una copia di alcuno strumento, ma frutto di una ponderata interpretazione di vari stili tedeschi esistenti all’epoca del sommo compositore.

La sonorità di questi organi si distingue per diverse caratteristiche, tra le quali più importanti sono la coesione dei ripieni (qui chiamati misture, organizzate tra loro in modo particolare, per esaltare le quinte più gravi), la netta emissione del suono sottolineata da un tipico transitorio d’attacco, la gravità dei registri di fondo e delle ance che possono essere utilizzate sia come registri di base che solistici: tali caratteristiche sono infatti indispensabili ove il canto corale di tutta l’assemblea viene tenuto in gran conto.

Per arrivare a questo risultato lo strumento deve essere costruito secondo certi determinati principi a cui risponde l’organo di San Giuliano.

Esso è racchiuso in una cassa armonica di legno di rovere, con tre torri (due ai lati ed una al centro).

La parte centrale della cassa è stata ribassata per permettere la visione del retrostante dipinto sul fondo dell’abside.

Le canne sono state costruite secondo i canoni della scuola organaria antica, ciò sia per le misure che per la composizione dei materiali.

Le trasmissioni sono del tipo a meccanica sospesa ovvero le più sensibili e leggere che permettono all’organista di esprimere al meglio la propria arte.

Le tastiere presentano 56 tasti ognuna, ricoperti di osso ed ebano.

La pedaliera dispone di 30 note. Vi è inoltre la possibilità di effettuare, a volontà dell’organista, gli accoppiamenti tra le tastiere e tra la pedaliera e le tastiere stesse.

I somieri sono del tipo a tiro, in rovere massiccio; quelli del pedale sono disposti ai lati della cassa, mentre quelli dei manuali sono posizionati centralmente, sopra le tastiere.

Tre mantici ricevono l’aria da un silenzioso ventilatore e provvedono alla regolazione della giusta quantità del vento da inviare alle canne.

Francesco Zanin

Giappone_Fujieda.jpg
Lusevera__Chiesa_S._Giorgio_Martire.jpg